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QI GONG: arte marziale o ginnastica dolce?

qi-gongIl qi gong (pron. ci gon) è una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione (diaframmatica) e particolari movimenti di esercizio fisico. Il qi gong si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna (il Qi).
La storia delle ginnastiche mediche cinesi inizia nell’antichità: esse infatti sono praticate in Cina da migliaia di anni. E’ assai verosimile che questi esercizi si sviluppino a partire da danze rituali e sciamaniche; già durante l’epoca Yao le popolazioni avevano intuito che con alcune particolari danze si poteva intervenire sullo stato di salute allo scopo di fortificarlo. Lo yin tende a ristagnare e infine a incubarsi e accumularsi nella profondità del corpo, i passaggi dell’acqua sono così bloccati e l’acqua non fluisce più nei suoi percorsi originali; il qì cova e ristagna all’interno del corpo; i muscoli e le ossa si raggrinziscono e si atrofizzano e non possono allungarsi appropriamente, perciò la musica è stata creata proprio per rimuovere la stagnazione e l’ostruzione“. (Sotte, Pippa ecc. Trattato di massaggio, Fisiochinesiterapia e Ginnastiche mediche cinesi, UTET).
In genere si divide la storia del Qi Gong in quattro periodi:
– prima della dinastia Han (dall’Antichità al 206 a.C.)
– dalla dinastia Han alla dinastia Liang (dal 206 a.C. al 502 d.C.)
– dalla dinastia Liang alla fine della dinastia Qing (502 – 1911 d.C.)
– dalla caduta dell’impero ad oggi.

Il Qi Gong dell’antichità era finalizzato al mantenimento della salute e si integrava all’impiego delle pietre o degli aghi al fine di curare le malattie.
Durante la dinastia Liang (502 – 557 a.C.) un monaco buddista rifugiatosi in un tempio Shaoling insegnò ai sacerdoti come migliorare la loro salute e come rafforzare il sistema immunitario e sanguigno. La pratica fu integrata in un Qi Gong marziale e i monaci idearono cinque stili di combattimento imitando il comportamento di altrettanti animali: la tigre, il leopardo, il drago, il serpente e la gru. I taoisti e i buddisti utilizzavano i suoni (i Sei Suoni) per regolare il Qi dei sei organi.
Il Qi Gong si estese nella società cinese ed in particolare venne integrato nelle Arti marziali.
Dal 1911 ad oggi la società cinese ha conosciuto delle grandi trasformazioni e la diffusione del Qi Gong ad un pubblico più vasto ne ha facilitato la conoscenza e lo studio anche in Occidente. Le scuole, le tecniche e gli stili si sono moltiplicati, anche in modo confuso, ma pochi sono coloro che hanno raggiunto elevati livelli. Lo scopo del Qi Gong comunque rimane lo stesso ed è quello di promuovere l’equilibrio energetico tra lo Yin e lo Yang, solo allora si potranno controllare, curare e prevenire le malattie.
Dal 1955 l’antico Qi Gong (Daoyin) venne applicato nelle terapie per la salute nelle strutture pubbliche ed ottenne successi per la cura di numerose malattie.

Oggi la mente non riesce più a ‘staccare’, e spesso manca il tempo per fare del sano movimento.
Il QI GONG , ovvero un movimento lento e calibrato, abbinato ad una corretta respirazione, produce grandi risultati nel riportare l’equilibrio corpo-mente; gli effetti sono graduali ma molto duraturi, e si espletano a tutti i livelli:
• diminuzione delle tossine;
• miglioramento della salute generale e tonificazione dei tessuti;
• diminuzione dello stress, dell’ansia, dell’insonnia;
• allungamento della muscolatura;
• flessibilità ed elasticità del corpo e delle articolazioni;
• equilibrio;
• miglioramento della circolazione sanguigna;
• correzione positiva della funzione respiratoria;
• diminuzione del dolori articolari, mal di schiena, tensione muscolare, ecc.
• riposo per il sistema nervoso sovreccitato
• rallentamento dei pensieri
• miglioramento dell’umore
Questi movimenti possono essere eseguiti da tutti; fanno bene per chi lavora alla scrivania o in posizioni stancanti, agli anziani che non praticano sport, alle donne dopo il parto, a chi ha subito interventi, a chi ha dolori articolari e trova difficile praticare la ginnastica tradizionale, a chi soffre di sciatalgie o cervicalgie, ai cardiopatici che non possono praticare attività stressanti, a chi soffre di stati di stanchezza generale, ma soprattutto a chi sta bene, per mantenere un corpo sano e in salute fino alla tarda età.

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